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Michele Scirpoli

Mike Bongiorno: ecco cosa ne pensa Paolo VillaggioUn paio di giorni fa il sig. Paolo Villaggio ha commentato la morte di Mike Bongiorno, avvenuta nella notte tra il 7 e l'8 settembre 2009. Questo è quanto riportato nel sito dell'Adnkronos.

"La notizia e' enorme data la popolarita' del personaggio, Bongiorno fa parte della storia d'Italia, in una maniera devastante e' piu' famoso di Berlusconi (di cui pure e' amico suo testimone di nozze credo...) ma unirsi al cordoglio collettivo e' esagerato.

Era pur sempre un uomo di 85 anni (certo oggi si vive pure fino a 95..) che nonostante fosse fuori dalle serate importanti della televisione (sostituito dai piu' giovani Bonolis, Chiambretti, la Ventura), aveva avuto l'intelligenza di accettare la vecchiaia e utilizzarla al fianco di Fiorello per un istinto di sopravvivenza". E' quanto afferma Paolo Villaggio in una dichiarazione all'ADNKRONOS.
"Il ricordo di Mike Bongiorno
-ha proseguito Villaggio- puo' essere affidato alla lettura di un belissimo saggio di Vittorio Spinazzola dal titolo 'Fenomenologia di Mike Bongiorno' che esprime esattamente le motivazioni del suo grande successo: quando inizio' a fare televisione il 30% degli italiani era analfabeta; il suo era un livello culturale medio-basso, utilizzava un linguaggio a meta' tra il maestrino elementare un po' severo e il bidello un po' tonto e questo funzionava in momento storico in cui la televisione si era sostituita alla famiglia alla scuola. Fu un evento. Ma non posso non dire che adattando quella cultura all'italiano medio, fu uno di quegli eventi che hanno contribuito all'abbassamento culturale del nostro paese. Non mi sento di dire che e' un perdita per l'Italia, le perdite per il nostro paese sono state persone come Moravia e Fellini; piuttosto ci lascia il ricordo di una Italia felice quella della "Signora Longari" del grande boom e degli anni felici del dopo guerra." (qui è possibile leggere l'articolo originale pubblicato sul sito dell'Adnkronos)

Non sono una persona che ama le polemiche, ma in questo caso non posso farne a meno. Ho dovuto rileggere più volte queste poche parole perchè credevo di non aver capito bene... ma giudicate voi.

Sono rimasta basita davanti ad una affermazione quale "...Era pur sempre un uomo di 85 anni...". Cosa voleva dire? Che ad 85 anni non c'è motivo di vivere? Che superata una certa età la morte ha meno valore? Beh capisco bene che la sua visione della vita, la visione di un "giovane" 77enne, possa essere questa....

E cosa dire sul suo pensiero che "...aveva avuto l'intelligenza di accettare la vecchiaia e utilizzarla al fianco di Fiorello per un istinto di sopravvivenza..."? Fiorello stesso più volte ha parlato del suo grandissimo rapporto di amicizia con Mike Bongiorno, ma forse il sig. Villaggio pensa che a quell'età si possa stare in compagnia di una persona più giovane, non per affetto ed amicizia ma solo per "sfruttarne" le forze.

Ma sono rimasta davvero sconcertata quando ha sottolineato che Mike Bongiorno, come già evidenziato da Umberto Eco (e non Vittorio Spinazzola), ha avuto un grande successo perchè "...quando inizio' a fare televisione il 30% degli italiani era analfabeta". Non obietto sul fatto che possa avere iniziato a fare televisione in un momento particolare, ma è riuscito a farsi conoscere ed amare per la persona umile e professionale che è sempre stata. Nella storia della televisione e del cinema si sono visti spesso dei personaggi che hanno iniziato allo stesso modo ma che sono spariti dalla scena. Il pubblico sa leggere dentro alle persone dello spettacolo e riesce ad apprezzare e valutare tutto ciò che vede, ed anche quello che non si vede. Ma anche in questo caso riesco a capire perchè un personaggio come il sig. Villaggio possa parlare così... un personaggio che, come riporto da Wikipedia, "...frequenta il liceo classico "Andrea Doria", per poi intraprendere gli studi di Giurisprudenza, che abbandonerà. Dopo gli studi attraverserà diverse esperienze lavorative, dal cameriere allo speaker della BBC, da cabarettista a intrattenitore su navi da crociera, insieme all'amico Fabrizio De André e a un giovane cantante sentimentale, Silvio Berlusconi, dal teatro al lavoro impiegatizio presso la Italsider: è proprio a questa esperienza lavorativa che Paolo Villaggio si ispira per la creazione del personaggio del ragioner Ugo Fantozzi che in seguito lo renderà popolarissimo...". Come potrebbe pensarla diversamente un soggetto venuto alla ribalta e conosciuto principalmente per i suoi film altamente acculturati sul ragionier Ugo Fantozzi? L'invidia è una brutta bestia.

E per finire il sig. Villaggio dice "...Non mi sento di dire che e' un perdita per l'Italia..." , io invece mi sento di dire che è... anzi, mi sento di dire che sia una perdita per l'Italia e per il mondo intero... analfabeti ed acculturati.

Mike Bongiorno è stato un grande comunicatore, una persona che ha saputo affrontare la vita con tanto ottimismo ed allegria e, sia nei suoi quiz che col suo modo di fare, è riuscito a trasmettere queste qualità a tutti noi, è una persona che resterà per sempre una parte fondamentale della storia della televisione e da lui c'è stato, c'è e ci sarà solo da imparare.

Ciao Mike.

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